Cessione del Quinto Finanziamenti a Tasso Basso

By | 15/03/2020

Cessione del quinto : finanziamenti a tasso basso – cessione quinto stipendio – prestiti tasso basso

Come previsto dalla recente normativa in materia di Cessioni del quinto (aggiornata dalla legge 14 maggio 2005 n. 80) questa tipologia di finanziamento è rivolta a tutte le categorie di lavoratori dipendenti, sia dello Stato che e della pubblica amministrazione (come specificamente previsto dal testo originale del provvedimento legislativo) che delle aziende private (come definitivamente sancito dagli aggiornamenti previsti dalla legge 80/2005). Nella stessa legge 80/2005 è stata estesa la possibilità di accedere a questa forma di credito anche ai pensionati di tutti gli enti previdenziali.

 

Cessione del quinto

La legge prevede che il contratto di Cessione del Quinto comprenda anche un’assicurazione rischio vita e rischio impiego. Nel caso di rischio impiego l’assicurazione ha diritto di rivalsa nei confronti del debitore (nei limiti del TFR maturato: il trattamento di fine rapporto viene accantonato dall’azienda in un apposito fondo e resta indisponibile per il dipendente/debitore che accende il finanziamento; l’assicurazione quindi è a vantaggio della sola finanziaria, non del dipendente).
Nel caso di rischio vita l’assicurazione prevede l’intervento senza vantare diritto di rivalsa nei confronti degli eredi legittimi.

CARATTERISTICHE:

  • Rata fissa, versata direttamente dall’amministrazione di appartenenza
  • Zero spese di apertura pratica, 
  • Possibilità di ottenere importi consistenti grazie al rimborso in 10 anni
  • Nessuna garanzia aggiuntiva oltre al contratto di lavoro, a tempo indeterminato e con copertura assicurativa;
  • Nessuna firma del coniuge

I finanziamenti con trattenuta sulla busta paga o sulla pensione sono prestiti a tasso fisso per i dipendenti statali, pubblici e privati assunti con contratto a tempo indeterminato.
Questo tipo di finanziamento è detto “cessione del quinto” perché la rata mensile è “ceduta” dallo stipendio mensile del richiedente fino massimo ad 1/5 dell’importo totale netto della busta paga, ovvero il 20% dello stipendio valutato al netto delle ritenute (oltre alle tasse, non vengono valutati ad esempio straordinari, trasferte, maggiorazioni e tutte le voci non fisse a continuative).

L’importo della cessione può essere raddoppiato con un secondo finanziamento ma solo per i lavoratori dipendenti, che abbiano determinati requisiti.
In queste ipotesi si può arrivare fino ai 2/5 dello stipendio grazie alla delega di pagamento (il cosiddetto “doppio quinto”).
Per questi due tipi di finanziamenti, l’ approvazione degli stessi non dipende da eventuali problemi di credito passati del richiedente (Crif, protesti, pignoramenti, ritardi o intoppi nei pagamenti) proprio perché, in virtù delle caratteristiche tecniche della cessione, è il datore di lavoro a versare le rate del finanziamento all’istituto di credito, trattenendo la quota dalla busta paga del lavoratore..

E’ infatti suo compito pagare materialmente la rata al creditore, trattenendo l’importo dalla busta paga del proprio dipendente.


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